faro isole flannan

L’inizio del mistero

Il mistero del faro delle Isole Flannan inizia il 15 Dicembre del 1990 quando il piroscafo Archtor sta per raggiungere la costa, ma nota che il faro dell’isola maggiore delle Flannan è spento.

Questo è un fatto gravissimo, in quanto le condizioni atmosferiche e la stagione non erano delle migliori e chi custodisce il faro deve garantire sempre la luce di segnalazione accesa.

Sull’isolotto a custodire il faro dovrebbero esserci James Ducat, Thomas Marshall e Donald MacArthur, impiegati della Northern Lighthouse Board, descritti come uomini ligi al lavoro ed abituati a prendersi cura del faro e trascorrere lunghi periodi di isolamento.

Questi tre uomini, però, svanirono completamente nel nulla tra il 15 ed il 16 Dicembre del 1900 e nessuno di loro fu più ritrovato o rivisto, ma questo ancora non poteva essere scoperto.

Infatti l’Archtor attraccata al porto di Leith comunica alle autorità di aver visto il faro spento e ne segnala il malfunzionamento, a causa del maltempo però l’isola verrà raggiunta solo il 26 Dicembre, quando la nave Hesperus adibita al rifornimento approda scoprendo di non trovare nessuno ad attenderla.

Ed è in questo momento che inizia il mistero.

L’arrivo sull’isola

Il capitano James Harvie non trovando nessuno inizia ad urlare e fischiare per cercare di richiamare l’attenzione dei guardiani ed evitare la scalata ripidissima che l’avrebbe condotto al faro, spara anche un bengala ma non riceve alcuna risposta e nessun segno di vita ed inizia a quel punto a preoccuparsi.

Arrivato al faro il capitano Harvie scopre che dei tre uomini non vi era più traccia, trova sul tavolo i resti del pasto e nota che mancano due cappotti e due paia di stivali. L’orologio è fermo e trova il diario di Marshall.

Sul diario Marshall annota di una tempesta mai vista tra il 12 ed il 14 Dicembre che si è abbattuta sull’isola. Questa tempesta ha terrorizzato gli uomini che hanno pregato per la loro salvezza.

Il 14 Dicembre non viene annotato nulla, mentre il 15, giorno in cui la Archtor avvista il faro spento, viene scritto che la tempesta è finita, il mare è calmo e che Dio è sopra ogni cosa, la cosa non torna in quanto i marinai della Archtor invece avevano attraversato un mare non del tutto calmo.

A quel punto, il capitano Harvie ed il suo equipaggio ispeziona l’isola alla ricerca di indizi che possano portare alla luce qualcosa sulla sparizione dei tre guardiani, notano così dei danni alla struttura del faro.

Il soprintendente Robert Muirhead avanza la tesi che uno dei tre guardiani abbia cercato di assicurare una cassa contenente delle cime per l’attracco, mentre i suoi compagni lo tenevano in una posizione rialzata, la cosa che però fa insospettire tutti è il fatto che uno dei tre fosse sprovvisto del suo cappotto durante la tempesta.

Così Muirhead stila un rapporto basandosi sui ritrovamenti rinvenuti nel suo sopralluogo, ipotizzando che i tre uomini si siano allontanati in simultanea dal faro il 15 Dicembre e siano stati spazzati via da un’onda anomala.

Nonostante il rapporto ufficiale dell’8 Gennaio 1901 alla voce “causa della morte” Muirhead scrive: “sconosciuta, in circostanza misteriose”.

Le ipotesi

Le ipotesi vagliate per la scomparsa dei tre uomini variarono dall’omicidio-suicidio alla presenza di eventi sovrannaturali. Il fatto scatenante di queste ipotesi fu che negli anni successivi non vennero mai ritrovati i corpi, oggetti o resti riconducibili ai tre guardiani.

A distanza di ormai 120 anni, si dice che chi custodisce o visita il faro percepisca voci inquiete intorno a tutta l’area.


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